Il Real pesa su Benevento-Juve: l’insicurezza di una vittoria

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Benevento-Juve finisce 2-4. Bene le Streghe di De Zerbi, un po’ meno la Vecchia Signora, che non ha più la ‘garra’ di una volta

Torna la Serie A per la Juventus che deve scacciare i fantasmi della sconfitta in Champions League, pesante, contro il Real Madrid. Il 3-0 a favore dei catalani ha minato la sicurezza di una squadra che fino a questo momento si riteneva potesse avere tutte le carte in regola per ambire alla coppa dalle grandi orecchie, quella Champions League che i tifosi bianconeri attendono torni in bacheca da più di 20 anni. Ma Benevento-Juve  non è certamente la gara della svolta.

Se Cristiano Ronaldo è entrato di diritto nei peggiori incubi dei tifosi della Vecchia Signora trascinando la sua squadra ad un passo dalla qualificazione nella competizione europe più prestigiosa, il Benevento si è comunque mostrato pericoloso nel minare l’autostima della squadra di Allegri. La Juventus vince al Ciro Vigorito per 4-2 ma la squadra di De Zerbi ha saputo metterla in difficoltà quanto basta a far scendere un sottile rivolo di freddo sudore sulle fronti dei tifosi bianconeri.

Ci si aspettava la vittoria della riscossa, la vittoria che potesse far dimenticare la debacle europea. Ed è arrivata, non come desideravamo, ma è arrivata. L’organizzazione delle Streghette ha messo in difficoltà i bianconeri nonostante il vantaggio iniziale vanificato da pareggio di Diabatè ed il doppio vantaggio, vanificato nuovamente dall’attaccante giallorosso. Una gara all’insegna della lettera D: doppietta per Dybala, doppietta per Diabatè. Sul 2-2 gli equilibri, labili, sembravano protendere sempre leggermente a favore dei bianconeri fino al secondo rigore concesso dal direttore di gara dopo aver consultato il VAR: Paulo si porta a casa il pallone e mette a segno il gol del sorpasso.

Ma per uscire dall’impasse di una prestazione scarna deve intervenire il solito Massimiliano Allegri che azzecca i cambi e butta dentro Douglas Costa per Cuadrado: solita azione del brasiliano che supera due uomini sulla destra, si accentra e mette in rete un gol da cineteca (con esultanza polemica).

Cosa abbiamo capito da Benevento-Juventus? Che la Vecchia Signora non ha più la ‘garra’ di una volta, che molti uomini tendono a demoralizzarsi, che la difesa va nuovamente rivista nei meccanismi, che c’è parecchia gente stanca: Mandzukic non è più quello di una volta. Un calo fisiologico che bisognava aspettarsi alla luce di presenze e minuti sulle gambe in questi due anni in un ruolo non suo. Marchisio manca di stimoli? Al Principino pesa essere ormai la terza scelta dell’allenatore? I ‘nuovi’ hanno capito cosa vuol dire indossare la maglia della Juventus? I vecchi se lo ricordano? A 8 gare dalla fine del campionato rimandiamo i quesiti al termine e speriamo di dovercene dimenticare festeggiando il settimo scudetto consecutivo.

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