Calciomercato, le pagelle delle 20 squadre di Serie A

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Anche quest’anno il grande “circo” del calciomercato è giunto al termine per la sessione estiva.

Erano anni che non vivevamo un’estate così avvincente, così ricco di colpi di scena, colpi di teatro, colpi di mano e tanti, tantissimo soldi spesi, alcuni bene, altri in maniera inspiegabile, altri male.
Fermo restando che il giudice unico e supremo dell’operato di un club in sede di mercato resta il campo, si possono già tracciare i profili delle 20 squadre di A al completo, sapendo in linea di massima come scenderebbero in campo ad oggi, dopo la conclusione delle trattative.
Prima però, interessante il dato sulle spese dei vari campionati, perché dopo parecchi anni la Serie A è tornata ad essere un campionato “top” per quanto riguarda le spese estive: dietro l’inarrivabile Inghilterra, con oltre 1 miliardo di euro di spese a fronte di circa 600 milioni di euro di cessioni, indice della potenza economica dei club d’Oltremanica che non hanno problemi a chiudere in passivo i bilanci di mercato, forti degli introiti dei diritti tv, si staglia la nostra Serie A, con 717 milioni di euro investiti (di cui 160 solo la Juventus), come ai bei tempi dei primi anni 2000.

ATALANTA voto 5
Andando per mero ordine alfabetico, incontriamo un’Atalanta che l’anno scorso non ha avuto una stagione brillantissima e dalla quale ci si sarebbe aspettato qualcosa in più per avere una rosa in grado di raggiungere una salvezza tranquilla, ormai obiettivo dichiarato. Unici nomi interessanti Zukanovic dalla Roma e il ritorno in Italia di Paloschi dallo Swansea, ma di certo non in grado di cambiare le sorti di una squadra che, salvo miracoli di Gasperini, ritengo tra le più accreditate alla retrocessione. Le prime due giornate di campionato hanno evidenziato l’esplosione dell’ivoriano Franck Kessie, 20 anni. Grassi, Konko e Pesic giocatori di scarso peso specifico, Cabezas dall’Independiente del Valle e il giovane Spinazzola proveniente dalla Juve poco più che scommesse. Le cessioni di Borriello e Cigarini potrebbero rivelarsi più pesanti del previsto.

BOLOGNA voto 7
La squadra di Donadoni si è mossa bene sul mercato, unendo alla “linea verde” anche l’esperienza di alcuni uomini in grado di fare la differenza in provincia, come Dzemaili (tornato in Italia dopo l’esperienza al Galatasaray) e Torosidis. Interessante il colpo Sadiq, 19enne nigeriano che già aveva esordito con la Roma l’anno scorso e invocato come sostituto del deludente Dzeko: in Emilia avrà la possibilità di farsi carico dell’attacco e mettersi alla prova con continuità. Le cessioni di Rossettini, Crisetig, Giaccherini e Mancosu erano tutti esuberi da sfoltire. Considerando l’ottimo lavoro di Donadoni con i giovani, da tenere d’occhio i ragazzini Verdi, proveniente dal Milan, e soprattutto Di Francesco, figlio d’arte dell’allenatore del Sassuolo, l’anno scorso una grande stagione al Lanciano e già segnalato come uno dei migliori giovani di prospettiva. La salvezza tranquilla resta l’obiettivo minimo e poi chissà, il voto alto è commisurato alle ambizioni di un club che ha lavorato bene fin qui e potrebbe aver realizzato interessanti investimenti futuri.

CAGLIARI voto 6
Fosse stato un mercato realizzato nel 2012, parleremmo di “Cagliari europeo”. Peccato che siamo nel 2016, molti giocatori acquistati hanno un’età avanzata o comunque sono reduci da stagioni deludenti o a fine carriera. Parliamo di Isla e Padoin, esuberi della Juventus, ma anche di Bruno Alves, 34 anni ex Fenerbahce e campione d’Europa col Portogallo, o Marco Borriello per l’attacco, che al netto della sfida a distanza con Bobo Vieri sui 15 gol che dovrebbe realizzare quest’anno resta un’incognita sulla quale affidarsi per il lungo periodo. Buono l’acquisto di Ionita dal Verona e nessuna cessione dolorosa. Salvarsi sarà difficile ma non impossibile.

CHIEVO VERONA voto 5
Domanda: ma il Chievo ha fatto mercato? Voto basso perché Campedelli ormai campa di rendita su un’intelaiatura ormai rodata per la Serie A, ma hanno tutti un anno in più. Meggiorini, Birsa, Hetemaj, Pellissier…garantiscono tutti un rendimento costante a certi livelli, ogni anno stiamo qui a chiederci quando il Chievo abbandonerà la massima serie ma ogni anno stupiscono tutti salvandosi con largo anticipo. Nell’11 titolare l’unico volto nuovo è l’ex portiere del Palermo Sorrentino, per il resto squadra intatta che è anche partita bene in campionato battendo 2-0 l’Inter, più per demeriti nerazzurri che per meriti propri. Un anno può andare bene, due anche, tre forse si, ma c’è la sensazione che quest’anno sarà il più duro per la seconda squadra di Verona per restare in Serie A. 

CROTONE voto 5
Non raggiunge la sufficienza il Crotone sul mercato, al suo primo anno in Serie A ha cambiato tantissimo rispetto alla squadra che conquistò la prima storica promozione lo scorso maggio. A partire dall’allenatore, Davide Nicola subentrato a Juric, cambio poco azzeccato ma obbligato. E l’esordio in campionato è già indicativo, 0 punti in due partite, 1 gol fatto e 4 subiti, che mettono i calabresi in pole position per la retrocessione. Il voto è più alto rispetto al Chievo perché la società di Vrenna ha operato molto sul mercato: Mesbah, Crisetig, Trotta, Falcinelli, Gnahorè, Capezzi, Mazzarani, Sampirisi e soprattutto Rhoden, interessante centrocampista ex Elfsborg. Pesa molto la perdita del bomber della promozione, Budimir, e non è così scontato che un’ex riserva del Sassuolo come Falcinelli sia in grado di sostituirlo in contributo offensivo. Squadra complessivamente molto mediocre, la salvezza sarebbe di per sé un miracolo.

EMPOLI voto 6
Una delle squadre dal gioco corale più bello da vedersi della Serie A ha cambiato tanto negli interpreti. Ceduti Mario Rui, Tonelli, Zielinski e Paredes, tutti con destinazione Roma-Napoli, sono arrivati lo svincolato Pasqual, Marilungo, Tello e Pereira in prestito dalla Juventus, ma soprattutto Alberto Gilardino, che con Maccarone forma una coppia veramente d’altri tempi. La sufficienza va assegnata sulla fiducia, perché la rosa è competitiva per la salvezza, anche se un po’ vecchiotta come età media. La sensazione è che la differenza la farà l’allenatore e in questo caso l’ex giocatore empolese Martusciello, alla prima esperienza in A. Questo, forse, un fattore più determinante di altri per la gestione di alcuni match.

FIORENTINA voto 5
Senza soldi è difficile fare mercato, ma quando ci si pone degli obiettivi importanti sarebbe bene attrezzarsi per poterli centrare. L’anno scorso la Fiorentina è stata una delle più belle rivelazioni della prima parte del campionato, addirittura con un primo posto conquistato per un paio di settimane grazie al gioco innovativo di Paulo Sousa, che poi si è perso per strada. La squadra è rimasta sostanzialmente simile, solo negli ultimi giorni ci sono state delle uscite importanti come Marcos Alonso, finito al Chelsea, Giuseppe Rossi al Celta Vigo e Mati Fernandez al Milan, che sguarniscono alcuni ruoli chiave dell’11 viola. Pepito Rossi un’altra opportunità forse l’avrebbe meritata, Carlos Sanchez di Cuadrado ha solo la capigliatura per il momento, il figlio di Georghe Hagi ha solo un cognome importante, Diks e Milic due illustri sconosciuti e De Maio un buon rincalzo. Servirà un miracolo a Paulo Sousa per replicare la stagione scorsa o anche solo insidiare il quarto posto. Nessun nome buono neanche per sognare, con un pubblico viola sempre più spazientito e l’affare Jovetic concluso in un nulla di fatto lasciano presagire ad una stagione in sordina.

GENOA voto 6,5
Il miglior colpo di Preziosi è stato Ivan Juric in panchina. Allenatore di polso che ha già dato un’impronta alla squadra, conducendola a 2 vittorie su 2, seppur su due neopromosse (cosa affatto scontata, tuttavia). Suso, Ansaldi e De Maio erano cessioni obbligate, ma Ocampos può rivelarsi il miglior colpo “da provinciale” dell’anno e magari rivelarsi un nuovo crack stile Iturbe (ci auguriamo per lui non con la stessa fine). Gentiletti dalla Lazio e Giovanni Simeone (figlio del tecnico dell’Atletico Madrid) due innesti importanti per plasmare una squadra solida, il cui obiettivo resta ufficialmente la salvezza e, se possibile, qualcosa in più del decimo posto.

INTER voto 7,5
La prima delle big in ordine alfabetico impone di partire dal principio. Squadra preparata da Mancini, affidata a De Boer con acquisti voluti da Suning e dal potente Kia Joorabchian. È la squadra che ha speso di più dopo Juventus e Napoli e questo impone di considerarla una delle top 4 del nostro campionato, con gli acquisti di Joao Mario e Gabriel “Gabigol” Barbosa come regalo ai tifosi. Due investimenti enormi su giocatori che poco o nulla sanno del nostro campionato, o addirittura del calcio europeo come il giovane brasiliano. Sui talenti sudamericani non ci sono vie di mezzo: o si rivelano fenomeni o pacchi clamorosi. I 72 milioni spesi per due incognite fanno il paio con i 22 milioni ben spesi per Candreva (pagabili in 4 anni), l’ottimo Banega che finalmente dà senso alla cabina di regia e soprattutto aver trattenuto l’ossatura di pezzi pregiati quali Icardi, Perisic e Brozovic (anche se quest’ultimo col muso lungo). E allora perché il voto non è più alto? Semplice: tutti gli investimenti sono stati fatti dalla metà campo in su. In difesa, se dovessero avere un raffreddore Miranda o Murillo, ci si ritroverebbe a giocare con Ranocchia, D’Ambrosio e Nagatomo, non esattamente la linea Maginot. Obiettivo minimo dichiarato il ritorno in Champions e quindi i primi tre posti, qualcuno parla anche di scudetto. Se De Boer trova la quadratura del cerchio, assisteremo a una grande stagione nerazzurra. Se, invece, i tanti solisti verranno lasciati vagare per il campo senza collocazione tattica precisa, ci sarà da mangiarsi le mani.

JUVENTUS voto 9
Tralasciando che Terza Stella sia una testata bianconera, il voto cerca di essere il più oggettivo possibile e trova quasi tutti d’accordo. Non è un 10 perché la perfezione non esiste, perché la Juventus ha ceduto Paul Pogba, un calciatore insostituibile per qualsiasi squadra per caratteristiche tecniche e prospettiva, ma ha preso in ordine cronologico: Miralem Pjanic dalla Roma, Dani Alves dal Barcellona, Medhi Benatia dal Bayern Monaco, Marko Pjaca dalla Dinamo Zagabria, Gonzalo Higuain dal Napoli e riportato a casa Juan Cuadrado dal Chelsea. Una campagna acquisti simile non si era mai vista a Torino, con 160 milioni spesi e 5 campioni strappati a 5 diversi top club europei, più una delle rivelazioni dell’Europeo, un 21enne conteso da mezza Europa e proveniente da un club, la Dinamo Zagabria, che ha sempre sfornato giocatori di altissimo livello. Note negative? Forse il mancato arrivo del centrocampista che avrebbe completato il reparto orfano non di Pogba, bensì di Claudio Marchisio, ai box per infortunio almeno fino a novembre. Ma parliamo di un giocatore, Axel Witsel, che ha già l’accordo con i bianconeri e arriverà a Torino l’anno prossimo a parametro zero. Per quest’anno ci si accontenterebbe del ritorno a buoni livelli di Asamoah, pedina di duttilità tattica importantissima e magari l’esplosione di Lemina. Poi se la salute assiste Sami Khedira e torna il Principino, la Juve può vantare anche un centrocampo di caratura europea, oltre a una difesa e attacco di livello mondiale. Le cessioni di Zaza e Pereyra, buone per fare cassa, hanno liberato due slot per inserire giocatori più importanti, quella di Morata era una cessione annunciata al Real. Insomma, Marotta e Paratici non hanno badato a spese e hanno consegnato una fuoriserie nelle mani di Allegri, il cui obiettivo minimo è il sesto scudetto di fila e un ottimo piazzamento in Champions League.

LAZIO voto 6,5
Partita maluccio la Lazio sul mercato, con gli addii annunciati di Klose e Candreva, colonne del vecchio progetto biancoceleste, ma finito in crescendo. Non è arrivato nessun nome di spicco, tranne forse Ciro Immobile, che in un contesto meno pressante può dire la sua come uno dei migliori attaccanti italiani. Jordan Lukaku e Leitner assomigliano più a due comprimari che a due colpi di mercato, mentre occhio all’ex Rostov Bastos, che ha già ben figurato contro la Juventus in campionato. Con un recuperato De Vrij può formare una delle migliori coppie difensive del campionato.

MILAN voto 4
La “maglia nera” del mercato spetta sicuramente al Milan. I problemi societari e le lungaggini burocratiche della cessione ai cinesi sono una parziale scusante sull’andamento deprimente di questa sessione di mercato, iniziata anche abbastanza bene con l’acquisto del bomber di Serie B Lapadula, l’anno scorso 30 gol a Pescara e inizialmente conteso anche dal Napoli. Poi il nulla, o meglio giocatori che si avvicinano al nulla come peso specifico per cambiare le sorti di una squadra che ormai da 3 anni non entra in Europa. Vangioni ha già dimostrato la sua inconsistenza, Gustavo Gomez è un’incognita ma sembra più un ripiego per non essere riusciti a cogliere colpi più importanti. Il Principito Sosa l’acquisto più criticato, 7,5 milioni per un 31enne che ha già fallito in Italia nella sua breve esperienza al Napoli, soprattutto per la spesa che ha tolto risorse per arrivare a gente come Bentancur o Kovacic (anche se legittimamente c’è da presumere che Boca e Real non li abbiano voluti vendere). Infine Pasalic, illustre sconosciuto della primavera del Chelsea, che di buono per il momento ha solo i 21 anni e Mati Fernandez, soffiato in extremis al Cagliari, facendo arrabbiare dirigenza e tifosi isolani che già avevano l’accordo con il giocatore. Paradossalmente il miglior colpo potrebbe essere quello di Suso, rientrato dal prestito al Genoa e che ha già dimostrato di avere il passo per cambiare le partite. In uscita tanti vecchietti dal passato più o meno importante, come Menez, Boateng, Diego Lopez e Mexes, insomma nessuno che verrà rimpianto. Unica nota positiva essere riusciti a resistere all’assalto del Chelsea per Romagnoli, per il quale ci si era spinti fino a 40 milioni di offerta. Insufficiente comunque il mercato rossonero, difficile dire altrimenti. Entrare in Europa League dovrebbe essere l’obiettivo, ma al momento la squadra sembra addirittura dietro al Sassuolo che ha molta più solidità.

NAPOLI voto 8
Mercato indecifrabile per il Napoli, al quale comunque mi sento di premiare con l’8 pieno per la strategia attuata. Ha perso il capocannoniere del campionato, strappato dalla Juventus a suon di milioni. Gli stessi milioni che hanno finanziato il mercato degli azzurri, perché fino al momento della cessione del Pipita avevano acquistato solo Tonelli e Giaccherini. Salutato il Pipita è arrivata una pioggia di milioni nelle casse che hanno consentito a De Laurentiis di investirli su Diawara, Rog, Zielinski, Milik come erede di Higuain e Maksimovic, ultimo in ordine di tempo che andrà a far coppia con Koulibaly, trattenuto dalle lusinghe del Chelsea. Nessun’altra cessione di spicco, ma per definire indecifrabile il mercato, va detto sostanzialmente che, tolti Milik e Maksimovic, tutti gli altri acquisti sono delle ottime riserve, tutti giovani di prospettiva e già blindati con clausole rescissorie milionarie che vanno ad allungare la panchina e hanno la possibilità di esplodere e diventare potenziali crack futuri. Proprio questo è l’unico dubbio, perché fondamentalmente il Napoli è rimasto identico all’anno scorso nell’11 iniziale, il trio Rog-Zielinski-Diawara è costato 45 milioni complessivi per tre ragazzi che ancora devono assaporare il clima del grande club. Se esploderanno, il Napoli si ritroverà già in casa la squadra del futuro, se saranno flop bisognerà rivedere al ribasso l’8 al mercato partenopeo. Starà a Sarri mixare giovani e meno giovani, senza più alibi dovuti alla mancanza di panchina lunga. Obiettivo minimo sicuramente mantenere lo status di anti-Juve e insidiarle lo scudetto: l’intelaiatura e i colpi in entrata consentono di sognare in grande, i bianconeri si sono rinforzati se possibile ancora di più, ma quest’anno peserà molto la discriminante Champions sull’andamento in campionato dei due top club in questo momento.

PALERMO voto 4,5
Fare peggio del Milan francamente era difficile, il mezzo voto in più è dovuto esclusivamente al fatto che i rosanero non hanno ambizioni europee, anzi, la salvezza sarebbe già un obiettivo importante. Zampini ancora una volta cede uno dei suoi gioielli (l’anno scorso Dybala, quest’anno Vasquez) e compra solo illustri sconosciuti: Aalesami, Sallai, Nestorovski, Embalo, Posavec, Raijkovic. Unico nome noto la minestra riscaldata Alessandro Diamanti, reduce da un’esperienza in Cina, ma non è sicuramente il giocatore che aveva incantato in Italia nel periodo di Euro 2012. Troppo poco per una squadra che dovrebbe concedersi un obiettivo più importante della salvezza.

PESCARA voto 5,5
Gli abruzzesi, al ritorno in Serie A, hanno salvato il mercato con le ultime settimane di agosto. Gli arrivi di Aquilani, rientrato in Italia dallo Sporting Lisbona, il gioiellino francese Bahebeck scuola PSG, i giovanissimi Manaj e Di Massimo provenienti da Inter e Juve, più l’arrivo dello svincolato Pepe migliorano una squadra che l’anno scorso aveva praticato un gioco tra i più brillanti della serie cadetta. Paradossalmente è già più avanti di Palermo e Crotone nell’ideale corsa alla salvezza, ma molto dipenderà dall’esplosione di alcuni giovani interessanti e l’impatto in Serie A di troppi esordienti in massima serie. Certo, giocare la Serie A con Mandragora e Lapadula sarebbe stato il massimo.

ROMA voto 7
Perso Pjanic e mai realmente sostituito, affidandosi al rientro di Kevin Strootman dopo due anni di stop. Solo l’ipotetica esplosione di Dzeko potrebbe riportare il sorriso nella Capitale, già demoralizzata dopo aver fallito l’accesso alla Champions League e aver perso i primi due punti in campionato. L’obiettivo dichiarato è contendere lo scudetto a Juventus e Napoli, ma la sensazione è che non tutti gli anni ci sarà Francesco Totti a togliere le castagne dal fuoco ai giallorossi, che l’anno scorso sono arrivati terzi grazie all’exploit nel finale del capitano storico. Ennesima rivoluzione in difesa, 40 difensori cambiati in 5 anni: quest’anno è toccato a Bruno Peres, Fazio, Vermaelen e Juan Jesus, un’intera linea difensiva nuova che ogni anno deve giocare insieme per la prima volta. Errare è umano, perseverare e diabolico. E dalla presenza di Spalletti in panchina ci si aspettava che desse un indirizzo ben preciso al mercato giallorosso, chiedendo piuttosto acquisti mirati che non riempitivi di buchi. Comunque l’ossatura della squadra è solida e può competere tranquillamente per i primi tre posti, ma più staccata dell’anno scorso rispetto a Juve e Napoli.
SAMPDORIA voto 6,5
Bianchetti, Praet, Cigarini, Schick, Pavlovic, Linetty, Budimir…una squadra nuova praticamente, ma nessun nome di rilievo. All’esordio in campionato i blucerchiati hanno fatto abbastanza bene, con Giampaolo che si dimostra un tecnico molto più assennato dei precedenti dell’era Ferrero. Abbandonati gli istrionismi, il presidente doriano non ha acquistato tanto per farlo, ma non ha comprato neanche potenziali crack. Tranne, forse, quel Praet proveniente dall’Anderlecht che potrebbe dire la sua nel nostro campionato. Unica cessione dolorosa quella di Soriano al Villarreal, se la squadra ingrana può rientrare nuovamente tra le prime dieci dopo la disastrosa stagione scorsa.

SASSUOLO 7
Società solida, senza debiti, quasi interamente italiana. Quest’anno ha assaporato per la prima volta l’aria d’Europa e i giocatori non hanno avuto timori reverenziali di sorta. Berardi sembra nell’anno giusto dell’esplosione, e averlo trattenuto vale come un colpo di mercato. Gli saranno affiancati Alessandro Matri, usato sicuro per il campionato italiano che in provincia può sempre fare la differenza e l’ultimo colpo Iemmello, 40 gol in due anni in Lega Pro, che ha saltato due categorie in un colpo. Sensi e Lirola sono i classici prestiti per tenere caldi due giocatori dal futuro assicurato, chiamati a fare il salto di qualità in una piazza con poche pressioni. Ceduti Sansone e Vrsaljko ma perfettamente già rimpiazzati. Il Sassuolo di Di Francesco è ormai una macchina rodata nella quale pochi innesti di qualità possono fare la differenza e cercare di riconfermarsi in Europa non è affatto un’utopia.

TORINO voto 8
Voto altissimo per i granata e forse neanche i tifosi speravano in tanto. Il colpo da copertina è sicuramente Joe Hart, 34enne portiere in uscita dal Manchester City e n.1 dell’Inghilterra. Un colpo che segna un ideale ritorno all’appeal verso la seconda squadra di Torino. Iago Falque e Ljajic due frecce all’arco di Sinisa Mihajlovic, allenatore voglioso di riscatto dopo la delusione dell’esonero al Milan. Il Gallo Belotti la punta di diamante di una squadra che sulla carta può puntare tranquillamente al ritorno in Europa. Già smaltita la delusione per la cessione del capitano Glik, valorizzato Maksimovic (acquistato per 3 milioni e rivenduto per 30 al Napoli), Mihajlovic ha imbastito una squadra solida e con alcuni elementi di spicco che fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile trovare a Torino, sponda granata. E il presidente Cairo conferma: “Siamo ambiziosi”. Il pubblico di fede granata può sognare già un derby di altissimo livello.

UDINESE voto 4,5
Ormai succursale del Watford sempre di proprietà dei Pozzo, che trovano più proficuo investire in Inghilterra, l’Udinese ha messo a segno gli acquisti dei classici perfetti sconosciuti, solo che da un paio di anni sembra essersi persa quella linfa magica che consentiva di acquistare Asamoah e rivenderlo per 18 milioni alla Juventus. I friulani ormai sono una certezza della zona bassa della classifica e gli inserimenti di Penaranda, Kums ed Evandro non sembrano poter invertire la tendenza. Solo De Paul, prelevato dal Valencia, sembra avere qualcosa in più. Troppo poco per una squadra ce negli ultimi anni, senza i gol di “nonno” Di Natale difficilmente sarebbe rimasta in A. Salvezza sicuramente alla portata, ma delusione per il declassamento di una squadra che negli ultimi 10 anni aveva sfornato tantissimi talenti e ormai si è adagiata sulla mediocrità.

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