Coppa Italia, Dani Alves e Bonucci firmano lo storico tris Juve: 2-0 alla Lazio e primo trofeo stagionale

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                                                                                                                  Foto: Ansa.it

Storico successo della Juventus: mai prima d’ora una squadra aveva trionfato per tre anni consecutivi in Coppa Italia. Decidono Dani Alves e Bonucci, poi la festa all’Olimpico e la testa già al sesto scudetto

“E uno”. Non prendiamoci in giro, qualsiasi tifoso bianconero sparso in giro per il mondo ha avuto questo pensiero al fischio finale dell’arbitro Tagliavento, come testimoniato dal cori degli oltre 30 mila tifosi juventini all’Olimpico: “Ce ne andiamo a Cardiff” cantavano, come a voler dire che il discorso scudetto è ormai una formalità e tutti i pensieri sono rivolti a quel fatidico 3 giugno.
La Juve vince la Coppa Italia, la 12° della sua storia, record che già le apparteneva, fregiandosi di un altro record: è la prima nella storia della coppa nazionale a vincerla per tre volte consecutive in 70 edizioni.
UN SUCCESSO TIRA L’ALTRO. Domenica potrebbe arrivare lo scudetto contro il Crotone, il sesto consecutivo, anche questo record assoluto, certificando un dominio in Italia come mai si è visto nella storia del nostro calcio.
Questa Juve non lascia neanche le briciole alle inseguitrici, che una volta potevano almeno fregiarsi della Coppa Italia come “trofeo di consolazione”. 
Da tre anni a questa parte non è più così: togliendo le parentesi di Supercoppa Italiana 2015 e 2017, entrambe a Doha ed entrambe perse ai rigori, la Juve di Allegri ha vinto 7 degli 9 trofei in palio nelle ultime tre stagioni, che potrebbero diventare 8 su 10 se domenica dovesse arrivare lo scudetto contro il Crotone allo Stadium.
Lo ha fatto in una serata emblematica: la sera in cui Higuain è rimasto a secco, confermando una certa riluttanza alle finali (3 occasioni nitide fallite dal Pipita), riluttanza verso la quale dovrà invertire la tendenza fra quindici giorni a Cardiff; la sera in cui la Juve si è trovata per la prima volta da gennaio senza il suo centrocampo titolare, con Pjanic squalificato e Khedira assente per infortunio.
Ma questa Juve ha mille risorse e vince con il gruppo, dove giocatori fenomenali come Dani Alves e Alex Sandro, forse la coppia di esterni più forte al mondo, sono dei valori aggiunti. Dove la difesa, quando la partita conta veramente, non sbaglia un colpo.
SUPERIORITA’ SCHIACCIANTE. Ne fa le spese una buona Lazio, visibilmente frastornata nel primo tempo da una Juve dimostratasi superiore in maniera a tratti imbarazzante, almeno una categoria di differenza tra le due.
Eppure i biancocelesti di Inzaghi non avevano cominciato male: al 4′ Keita va sul fondo, ubriaca Bonucci e scarica sul primo palo a Neto battuto, ma colpisce il palo.
Ma è solo un’illusione di equilibrio.
Al 7′ Higuain scaglia un siluro verso Strakosha, ma il portiere albanese è reattivo nel respingerlo.
Al 12′ la partita cambia radicalmente piega: cross fantastico di Alex Sandro che pesca Dani Alves avanzatissimo, che schiaccia di controbalzo e batte Strakosha.
Subito il vantaggio, la Lazio non riesce più a reagire o a ripartire. 
Dybala impegna il portiere laziale con un gran sinistro da fuori. 
Al 21′ Higuain potrebbe ancora raddoppiare, servito da Dani Alves, ma il n.1 laziale salva sulla linea due volte.
Il dominio territoriale della Juve si concretizza ancora al 25′: calcio d’angolo di Dybala, spizzata sul primo palo di Alex Sandro e interviene Bonucci, più lesto di tutti a insaccare per il 2-0 che chiude virtualmente la partita dopo neanche metà del primo tempo.
La reazione della Lazio è di frustrazione ed è affidata ad un tuffo di testa di Immobile che si spegne sul fondo senza impensierire Neto.
La ripresa vede un vistoso arretramento di baricentro della Juve, che si limita a gestire il doppio vantaggio senza sprecare energie preziose.
LAZIO SENZA RIMPIANTI. Inzaghi corre ai ripari, inserendo Felipe Anderson per dare vitalità all’attacco, dopo aver già perso Parolo per infortunio nel primo tempo.
Proprio il brasiliano è il primo a impegnare Neto dopo oltre un’ora di gioco: staffilata dal limite, ma il portiere brasiliano si salva con la mano aperta.
Ancora Lazio, che prova a segnare quel gol che riaprirebbe la partita: Immobile colpisce da pochi passi, ma Neto si salva sulla linea. 
Keita e Basta ci provano con un paio di tiri da fuori innocui per Neto, mentre la Juve in pieno recupero potrebbe addirittura calare il tris con Higuain, ancora una volta a tu per tu con Strakosha, ma il portiere si salva di piede, evitando un passivo peggiore ai generosi biancocelesti.
TRIS-JUVE. Finisce 2-0, la Juve alza la cielo di Roma la 12° Coppa Italia della sua storia, terza consecutiva e riscrive un’altra pagina di storia del calcio italiano.
Per la Lazio pochi rimpianti: resta comunque una stagione andata ben oltre le aspettative, con un brillante quarto posto in campionato e una finale di Coppa Italia giocata con generosità, ma perso contro la squadra più forte d’Italia e una delle due più forti d’Europa.
Il presente era e resta ancora dei bianconeri, che hanno già la testa a domenica e al Crotone, per un altro appuntamento con la storia, quella del sesto scudetto consecutivo.

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