Coppa Italia, vittoria amara per il Napoli: la Juve va in finale con Higuain

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                                                                                                  Foto: Ansa.it

Una doppietta di Higuain al San Paolo condanna il Napoli all’eliminazione nonostante la vittoria per 3-2: di Hamsik, Mertens e Insigne le reti azzurre. La finale sarà Juventus-Lazio

Forse neanche Gonzalo Higuain poteva immaginare un piatto della vendetta così gustoso.
La doppietta con cui elimina il Napoli in virtù della differenza reti risuona come musica per i tifosi bianconeri che ormai hanno imparato a scandire il suo nome per la 25° volta in stagione, ma suona anche come un’amara condanna per De Laurentiis e il tifo napoletano che aspettava questa tre-giorni di sfide alla Juventus per farla pagare all’odiato ex.
Risultato? La Juve mantiene il +10 in campionato e si gode la terza finale di Coppa Italia consecutiva, trascinata proprio dal Pipita.
UN’ALTRA JUVE. Squadre rivoluzionate nell’undici titolare: otto cambi nella Juve rispetto a domenica, sei nel Napoli, anche se i due tecnici non cambiano modulo e diktat tattico.
La partita, come era facile immaginare, non ha nulla a che vedere con lo scialbo 1-1 di domenica sera, alimentando l’idea che sia stata la Juve a imporre quel tipo di ritmo accontentandosi anche del pareggio per non forzare più di tanto.
Il dato più evidente è quello dei tocchi nell’area avversaria: nella sfida di campionato furono 4 i tocchi juventini in area del Napoli in 90 minuti. In Coppa Italia, dopo neanche 5 minuti, la Juve si era avvicinata alla porta di Reina già 4 volte.
Ne beneficia il ritmo partita, molto più vibrante e con la solita saracinesca bianconera dietro a concedere il minimo indispensabile.
La prima vera occasione del match è di marca partenopea: al 12′ Callejon raccoglie un cross basso e tira di prima intenzione a pochi metri da Neto, che compie un prodigio salvando il risultato.
Al 28′ Cuadrado ha un contatto fortuito con Ghoulam fuori area, non protesta, ma i giocatori del Napoli lo accerchiano gridando alla simulazione, manifestando un certo nervosismo.
Al 31′ Tomas Rincon ha sui piedi la palla più insperata su uno sciagurato disimpegno del Napoli che lo lascia solo davanti a Reina, ma il venezuelano spara alle stelle.
L’URLO DEL PIPITA, IL SILENZIO DEL SAN PAOLO. Un minuto dopo, la gara si sblocca col suo protagonista più atteso: Gonzalo Higuain raccoglie palla al limite dell’area e calcia di prima intenzione. Un tiro non irresistibile, ma Reina si butta in ritardissimo e la palla si insacca, gelando il San Paolo.
Ottenuto l’obiettivo minimo, la Juve torna a gestire il match con la consapevolezza che il Napoli dovrà farne tre per tornare in partita.
Al 39′ Hamsik prova a replicare il gran gol di domenica sera, ma il suo tiro da fuori non gira abbastanza e si spegne sul fondo.
Il primo tempo finisce senza ulteriori sussulti.
Si rientra in campo nella ripresa e il Napoli ha subito un altro piglio, molto più aggressivo.
Al 49′ e al 53′ Arkadiusz Milik, un’ombra nel primo tempo, ha a disposizione il gol del pari, ma prima calcia fuori di pochissimo a termine di una bella azione, poi si vede respingere un colpo di testa angolato da Neto, ancora in grande spolvero.
La Juve sta a guardare e il Napoli macina gioco: al 54′ ancora Marek Hamsik ristabilisce la parità, sfruttando uno sfortunato rimpallo di Alex Sandro che gli mette sui piedi un tiro angolatissimo e imparabile.
Il gol del pari sveglia la Juve che si ributta in avanti e torna a pressare alta.
DOPPIO MESSAGGIO A DE LAURENTIIS. Al 59′ fa tutto Alex Sandro, andando via a Chiriches con una magia: palla a Dybala che di prima smista verso Cuadrado, il quale a sua volta mette al centro un cross perfetto per Higuain che al volo calcia sotto la traversa. È l’1-2 che spegne definitivamente i sogni di gloria del Napoli, ma la beffa maggiore è la doppietta di Gonzalo Higuain, che non esulta ma indica polemicamente la tribuna in direzione di Aurelio De Laurentiis, mimando un chiarissimo “È colpa tua”.
Sarri toglie lo spento Milik e butta nella mischia Mertens,
Due minuti più tardi, clamorosa papera di Neto, fino a quel momento perfetto, che non controlla un pallone sul quale interviene rapidissimo lo stesso Mertens e insacca. 2-2 con mezz’ora da giocare, ma il Napoli dovrà fare cinque gol per passare.
Al 67′ Lorenzo Insigne fa esplodere il San Paolo: Callejon mette al centro dell’area un pallone d’oro sul quale si avventa lo scugnizzo napoletano e insacca ancora imparabilmente Neto, stavolta a difesa schierata male.
Sul 3-2 il Napoli crede ormai all’impresa, con Sarri che lancia in campo anche Pavoletti per Hamsik, giocando con quattro punte di ruolo, mentre Allegri si cautela inserendo Pjanic per garantire maggior possesso palla e soprattutto Barzagli per Dybala, passando al 5-4-1 per non rischiare più nulla.
Pavoletti all’89’ ha sui piedi la palla del 4-2, ma una deviazione provvidenziale mette la palla sopra la traversa.
SCONFITTA DOLCE, VITTORIA AMARA. Spiacevole episodio nel corso dei 6′ minuti di recupero: Cuadrado accusa dei crampi, la Juve mette palla fuori e Maurizio Sarri chiede di non restituire il pallone ai bianconeri, ma di giocarlo, mentre la Juve protesta.
Dopo 6 minuti e 28 secondi, l’arbitro Banti fischia la fine.
È la più amara delle vittorie per il Napoli contro gli odiati rivali di sempre: il 3-2 qualifica la Juventus alla terza finale di Coppa Italia consecutiva, mentre all’ombra del Vesuvio ci si dovrà consolare ancora con una grande, ma inutile, prestazione, con la beffa di essere stati eliminati proprio da Gonzalo Higuain.
Fra due mesi allo stadio Olimpico di Roma, la finale di Coppa Italia sarà Juventus-Lazio.

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