La Juventus non c’è ancora, ma la batosta del Camp Nou non è un dramma

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Prima uscita da dimenticare per la Juventus in Champions League. Il Barcellona si esalta al Camp Nou: c’è tanto da rivedere ma la stagione è appena iniziata

La prima di Champions League è andata male, malissimo. La Juventus è durata un tempo, poi il buio e le similitudini con Cardiff si sono sprecate, addirittura fin dai primi minuti del secondo tempo. Il Barcellona ha vinto 3-0, una batosta che fa male, che fa riflettere ma che non deve essere il punto di partenza per questa nuova stagione che è lunga e una sconfitta, a questo punto, non deve fare temere per il prosieguo. Inutile quindi perdersi in analisi tecniche, i punti da sottolineare sono pochi ma importanti e non devono essere una giustificazione al passo falso di martedì sera.

Non ci siamo mentalmente più che fisicamente. La Juventus deve rivedere la mentalità, soprattutto durante gli appuntamenti importanti, finali o gironi, soprattutto quando manca la stragrande maggioranza dei pilastri che tengono la squadra sul pezzo: da Chiellini, Khedira, Mandzukic. E’ vero che la condizione fisica è quella che è ma la testa è il primo punto da rivedere. Anche il calciomercato non è stato così utile come credevamo, forse. Siamo arrivati ad inizio stagione con la coperta corta sulle fasce, soprattutto a destra, dove l’unico terzino di ruolo è De Sciglio. A proposito dell’ex Milan c’è da dire che è stata l’unica nota positiva della gara: propositivo, attento e sulla buona strada per tornare quello di una volta. Peccato per l’infortunio.

Tante prestazioni da rivedere. Barzagli e Benatia non convincono, men che meno Sturaro fuori ruolo contro i giganti. E se la mente va all’esclusione di Lichtsteiner dalla lista UEFA ci sono anche da considerare tutti gli infortuni a centrocampo che hanno spinto il mister ad escludere un terzino prediligendo un più corposo reparto centrale. Anche Alex Sandro tradisce e non si vede praticamente mai, né in fase offensiva men che meno in quella di ripiegamento. Parecchio da a rivedere Higuain, idem Douglas Costa mentre Matuidi ha dato risposte molto positive.

Un segnale positivo però è arrivato anche da Massimiliano Allegri che, al netto delle scelte del secondo tempo che potevano essere diverse, ha schierato un modulo nuovo e propositivo, lanciando un 20enne come titolare di centrocampo: l’avesse fatto ancora una spagnola saremmo qui a dire che noi italiani non abbiamo coraggio. A volte il coraggio si paga ma, certamente, la squadra è quella giusta e Bentancur entrerà a pieno diritto tra le punte di diamante della rosa bianconera nonostante la prestazione opaca.

Infine una parola va sprecata per la prestazione di Paulo Dybala che, al contrario di quanto visto allo Stadium la scorsa stagione proprio contro i blaugrana, si è esaltato per poco (o almeno ci ha provato), poi ha ceduto campo al gemello appioppatogli dai media, Leo Messi. La Pulce ha illuminato il Camp Nou davanti agli occhi impotenti del nostro argentino: un colpo da incassare, che servirà a crescere ma soprattutto a smorzare aspettative e pressioni sulle spalle di un ragazzo che ha ancora tanta strada da fare che, per quanto rosea possa essere in futuro, sarà ancora molto, molto lunga.

C’è poco da drammatizzare a questo punto della stagione, come dicevamo in apertura: troppe assenze, condizione precaria e vuoi mettere l’avversario? Incontrare il Barcellona non è certo come incontrare il Chievo, il Cagliari, il Genoa, con tutto il rispetto. Incontrare il Barcellona fuori condizione e con la rosa dimezzata è ancora peggio: l’unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche e continuare a lavorare. Per quanto riguarda l’aspetto fondamentale, quello mentale, forse ancora nessuno di noi ha capito come e da dove ripartire.

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