Pagelle Napoli-Juventus: Higuain, i fischi non fanno paura. Napoli, l’orgoglio non basta

0
213
views

                                                                                                 Foto: Zimbio.com

Il secondo Napoli-Juventus in quattro giorni regala valutazioni diametralmente opposte di qualche giorno fa. Alla fine la differenza la fanno la “fame” di Higuain e l’intelligenza di Allegri

Quattro gol in quattro partite contro la sua ex squadra, i fischi del San Paolo ammutoliti, una qualificazione conquistata da vero leader, in barba a chi lo definiva poco decisivo nelle partite importanti. Il Pipita Higuain è il protagonista assoluto di Napoli-Juve.
Bene i partenopei nell’ultima mezz’ora, ma il forcing finale non basta e regala solo una vittoria valida per le statistiche e l’orgoglio.


NAPOLI


REINA 5 Che non fosse al meglio lo si sapeva, ma il goffo intervento sul tiro non irresistibile da Higuain è da insufficienza piena. Non può nulla sul secondo gol, ma ancora una volta tradisce i suoi nella partita più importante.
HYSAJ 6 Meno arrembante di domenica sera, quando dalle sue parti si aggirava Mandzukic in scarse condizioni fisiche. Punta e salta meno l’uomo, complice uno Sturaro più aggressivo nell’uno contro uno. Dalle sue parti sono pochi gli affondi decisivi.
CHIRICHES 4,5 Pessima gara del rumeno. Ha colpe su entrambi i gol di Higuain: nel primo legge male il movimento dell’argentino, concedendogli troppo spazio per il tiro, nel secondo non chiude la diagonale per anticiparlo. Rischia di fare la frittata alla mezzora con quello sciagurato retropassaggio che lascia Rincon solo davanti a Reina e si fa saltare come un birillo da Alex Sandro. 
KOULIBALY 6 Domenica sera aveva francobollato Higuain, ma in coppa è meno lucido e commette qualche sbavatura. Più facile marcare Dybala di Higuain, che stavolta gli prende le misure e lo mette in difficoltà in più di un’occasione.
GHOULAM 5,5 Nervoso, falloso, antisportivo. Rifiuta praticamente ogni stretta di mano agli avversari, mostrando insofferenza. Mette dentro qualche cross interessante, ma passa più tempo a protestare che a giocare.
ZIELINSKI 6 Sufficiente la prova del polacco, che vive un primo tempo di sprazzi. Cresce quando il Napoli accelera nel secondo tempo, quando ormai non c’è più nulla da perdere, ma mancano completamente le sue geometrie e il suo ultimo passaggio (Dall’82’ ALLAN S.V.)

DIAWARA 6,5 Prova di grande personalità del gioiellino del Napoli, che ha mezzi tecnici inferiori a Zielinski, ma non gli mancano le doti in interdizione e ripartenza, non perdendo quasi mai un contrasto a centrocampo.
HAMSIK 6,5 Fino al gol era stato il grande assente della sfida: un solo tiro, fuori misura, nel primo tempo e poca “cazzimma”, come direbbe ADL. Nel secondo tempo dà la scossa ai suoi da vero capitano, pareggia e riapre la partita. In ogni occasione importante c’è il suo zampino. A -4 gol da Maradona in carriera, mica poco. Leader (Dal 76′ PAVOLETTI 5,5 Un solo tiro in porta in quasi 20 minuti, deviato sopra la traversa. Si fatica a trovare l’utilità del suo acquisto, dato che non aggiunge nulla tecnicamente al Napoli)
CALLEJON 6,5 Più in partita di qualche sera fa, ha sempre la lucidità per mettere in mezzo palloni importanti, su tutti l’assist del 3-2 di Insigne, ma per le sue qualità va ancora a corrente alternata.
MILIK 5 Il voto sarebbe stato 4 fino al 4′ del secondo tempo, Un fantasma per i primi 45′, non vede mai la palla e non riesce a giocarne una decente, nonostante la mole di gioco prodotta dai suoi. Nella ripresa rischia due volte di trovare il gol, con un gran tiro da fuori lontano di poco da Neto e con un colpo di testa sventato dal portiere brasiliano. Troppo poco per il punto di riferimento del gioco offensivo di Sarri, ancora anni luce lontano dal bel giocatore ammirato fino a ottobre (Dal 61′ MERTENS 6,5 Il cambio più azzeccato di Sarri e forse l’unico che avrebbe dovuto giocare sin dall’inizio. Il belga entra e segna, sfruttando una papera clamorosa di Neto. Poi resta una spina nel fianco della difesa bianconera. Forse con lui dall’inizio il Napoli non avrebbe regalato 45′ inutilmente)
INSIGNE 6 Corre come un matto, si inserisce in ogni azione, segna anche, ma si intestardisce a cercare la giocata ad effetto, tra cui due tiri “ad effetto” che di effetto non avevano nulla, e un tiraccio inutile da 40 metri. Troppo egoista.
All. SARRI 5,5 Il voto normalmente sarebbe stato 6, ma la brutta immagine che ci regala nel finale, quel “non ridargliela, gioca la palla” detto ai suoi giocatori al 90′, quando la Juve aveva messo fuori il pallone per l’infortunio a Cuadrado, non fa una bella pubblicità al vincitore della Panchina d’Oro. Per il resto il suo Napoli gioca un grande secondo tempo, ma un primo tempo da “vorrei ma non posso”, complice una Juve che gli ha chiuso tutti gli spazi. Due dei tre gol li segna grazie a un rimpallo sfortunato di Alex Sandro e su uno svarione di Neto, ma non dà mai la sensazione di avere in pugno la partita fino a quando la Juve non arretra il baricentro, ormai sicura della qualificazione. Resta una bella vittoria per l’orgoglio mostrato, ma non basta per colmare il gap con la Juve che esce alla grande dalle “quattro giornate di Napoli”.

JUVENTUS


NETO 5 Due interventi prodigiosi, su Callejon e Milik, gli impediscono di prendere l’insufficienza piena, che meriterebbe solo per quanto mostrato nell’ultima mezz’ora. Lo svarione sul gol di Mertens, simile a quello di Donnarumma di domenica in Pescara-Milan, non rischia di essere fatale solo per il vantaggio accumulato dai suoi, ma in altre circostanze sarebbe stato imperdonabile. Dopo quell’episodio perde sicurezza e non si fida neanche delle sue uscite alte. Un peccato, dopo un’ora di gioco alla grande.
DANI ALVES 5 Una mezza bocciatura. Troppo lezioso, si concede troppi tocchi di palla inutili e spreca un’infinità di palloni. Troppo molle in marcatura su Insigne.
BONUCCI 6 Passo indietro rispetto a domenica sera, ma il solito ultimo baluardo. Un solo errore nella mancata chiusura su Insigne in occasione del terzo gol, al quale viene lasciato troppo spazio. 
BENATIA 5,5 Finchè c’è Milik in campo la fa da padrone, poi il polacco esce, entra Mertens e Benatia perde la bussola. Ultima mezz’ora da dimenticare.
ALEX SANDRO 6,5 Da vedere e rivedere la finta di corpo su Chiriches con cui va via innescando l’azione del secondo gol bianconero. Gestione della palla infinitamente superiore ad Asamoah. Bello il duello con Callejon.
RINCON 5,5 Falloso e scoordinato, Nella gestione della palla non è il massimo, ma si sapeva. Meglio in interdizione, ma resta un centrocampista legnoso non ancora pronto per grandi sfide (Dal 70′ PJANIC 5,5 Entra per gestire meglio il possesso palla nel finale, inizia anche bene con alcune uscite palla al piede, ma poi gli prende la “sindrome di Dani Alves e inizia a giochicchiare palloni inutilmente pericolosi al limite dell’area)
KHEDIRA 6 Partita oscura e di sacrificio la sua. Arriva laddove non arriva Rincon, dai suoi piedi partono spesso alcune ripartenze pericolose e non si sottrae mai allo scontro. Prezioso.
CUADRADO 6,5 L’arma in più nel ricco arsenale di Allegri. Con le sue accelerazioni cambia volto alla Juve rispetto a domenica sera. Oltre a servire l’assist del raddoppio, si rende pericolosissimo con le sue sgroppate con cui mette in difficoltà Ghoulam e mezza retroguardia del Napoli.
DYBALA 5  Lontanissimo dalla condizione migliore, ma se ieri sera poteva anche essere un surplus il suo apporto, non altrettanto potrà dirsi per il Barcellona fra una settimana, dove è atteso al top della forma. Nel primo tempo gira a vuoto senza mai vedersi nel cuore del gioco, nel secondo tempo entra nell’azione del secondo gol con l’apertura lucida per Cuadrado, ma troppo poco per uno come lui (Dal 76′ BARZAGLI 6 Il suo ingresso trasforma il modulo Juve in 5-4-1. Alcuni storceranno il naso per questa mossa difensivista, ma lui fa il suo spazzando ogni pallone entro i 16 metri dell’area di rigore e Neto non deve più intervenire)
STURARO 6,5 La sorpresa della serata. Piedi da falegname fino a un certo punto, perchè la verticalizzazione per il primo gol di Higuain è sua. Poi tanta corsa, sacrificio e interdizione. Rischia più volte l’ammonizione, ma non si sottrae mai al duello fisico, fermando anche diverse ripartenze del Napoli. Fa il Mandzukic senza averne le qualità con grande intelligenza tattica (Dall’86’ LEMINA S.V.)

HIGUAIN 8 E che gli vuoi dire? Domenica sera in campionato i fischi del San Paolo avevano coperto persino il suo nome pronunciato dallo speaker dello stadio. Una volta fatta l’abitudine, li zittisce e torna ad essere il Pipita cannibale di sempre. Sul primo gol ha grosse colpe Reina, ma la velocità d’esecuzione è da killer. Il secondo è una fucilata sotto l’incrocio al termine di una splendida azione. Se la Juve è in finale di Coppa Italia per la terza volta consecutiva, il merito è in grandissima parte suo. 
All. ALLEGRI 6,5 Il suo modo di interpretare il calcio farà storcere più di qualche naso raffinato. Certo, il Napoli ha fatto la partita sia in campionato che in coppa, ma alla fine i due risultati sorridono solo alla Juve. Perchè? Perchè il suo grande merito è quello di saper gestire le forze. È l’unico allenatore italiano, uno dei tre in Europa in corsa su tutti i fronti. Due trasferte complicate in terra ostile, dalle quali esce con un punto d’oro dopo una gara al risparmio e una qualificazione in finale di coppa Italia. Non sarà spettacolare a vedersi come il giro palla di Sarri, ma è tremendamente efficace e ha una lettura tattico-organizzativa delle partite con pochi eguali. Domenica voleva non perdere? Impone il pareggio a ritmi bassi. Ieri voleva la certezza della qualificazione? La ipoteca con due gol in un’ora, poi lascia sfogare il Napoli nell’ultima mezz’ora, consapevole di avere tre gol di vantaggio e gestisce le forze. Intelligenza gestionale superiore.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here