Settimo consecutivo, tutte le scuse: Sarrismo, Scansopoli, VAR e bla, bla…

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La Juventus vince il suo settimo scudetto consecutivo. Tra mille parole, mille scuse e le cagate più clamorose vince sempre chi sta zitto e lavora

Di fronte alle continue esaltazioni, talvolta esagerate, che sono state dedicate quest’anno al Napoli, vorrei far notare una serie di cose che mi permettono di avere una visione quantomeno più pacata della squadra partenopea.

  • Cosa ha vinto il Napoli, nei tre anni di Sarri? Una beneamata mazza. Avrà vinto lo scudetto del bel gioco (da qualche mese cosa peraltro non vera) ma alla casella TITULI ci affianchiamo, nel frattempo, un bel numero ZERO. I bistrattati Mazzarri e Benitez hanno portato a casa, rispettivamente, una Coppa Italia il primo, una Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana il secondo. Alcuni nel calcio ricercano l’estetica (sarà vero), a me dell’estetica frega tanto quanto: se porta vittorie, tanto meglio. Se invece non mi fa vincere neppure il Torneo di Briscola applicata, meglio alzare un trofeo a colpi di 1-0 e contropiede. Ma sarà strano io, eh…
  • Sarri, sicuramente ottimo allenatore, ha dimostrato di non essere all’altezza di gestire una rosa nella sua interezza. O, quantomeno, di non essere capace di sfruttarne una parte. L’esempio lampante ce lo fornisce Mario Rui, autore di ottime prestazioni che, tuttavia, senza i gravi infortuni occorsi a Ghoulam non sarebbe quasi mai sceso in campo. Oppure vogliamo parlare di Rog e Diawara, anche loro scarsamente utilizzati, pur avendo dimostrato di essere buoni elementi? Non mi si dica che non potessero fare qualche partita, come già dimostrato in passato: alla Juventus hanno trovato spazio tutti, vedi Sturaro, eppure si continua a parlare male di Allegri ed esaltare Sarri. E Tonelli? Utilizzato solo nell’ultimo mese… Vogliamo invece pensare a Pavoletti, acquistato a furor di popolo nel gennaio 2017 e poi dato via dopo sei mesi senza tanti complimenti? Su…
  • Sarri si è inoltre confermato un pessimo comunicatore e di questo ha dato sempre continua dimostrazione. Non certo da ora. Non ha praticamente mai riconosciuto i meriti degli avversari e ha invece tirato fuori ogni tipo di scusa per giustificare le sue sconfitte o i suoi pareggi. Un atteggiamento che non ha certo aiutato la squadra a tirare fuori gli attributi. Nelle scorse ore se n’è avuta ennesima riprova, con la consueta pantomima sullo ‘scudetto perso in albergo’ (sigh).
  • A proposito di attributi… La mentalità fa la differenza almeno quanto i valori tecnici e le scelte tattiche. Sarri ha dimostrato di essere molto scarso da questo punto di vista. Oltre alle imbarazzanti dichiarazioni che non ha mai fatto mancare nel corso della stagione, nei momenti cruciali il suo Napoli ha clamorosamente toppato. E la conferma matematica la si è avuto nel dopo Inter-Juventus, quando il club partenopeo si è beccato tre pappine dalla Fiorentina in terra toscana cui ha fatto seguito il pareggio casalingo contro un Torino che non aveva nulla da chiedere in campionato. Anziché fare mea culpa, il maestro se l’è presa con l’esito della sfida di San Siro. E torno a tirare in ballo la Juventus ed Allegri: dopo aver perso in casa contro il Napoli, i bianconeri, se avessimo usato il metro di giudizio del grande Maurizio, si sarebbero sciolti come neve al sole. E invece la Juve ha sconfitto l’Inter a domicilio prima ed il Bologna allo Stadium poi.
  • Altro riferimento sia al fattore mentalità che a quello strategia: scegliere, di fatto, di trascurare le competizioni europee e la Coppa Italia per puntare esclusivamente sul campionato si è rivelata una scommessa perdente. E il tutto è reso ancora più grave dalla situazione in cui si era messa la classifica. Nessuna scusante, insomma, per il Napoli e Sarri: solo una sconfitta meritata.
  • Mentalità, si torna sempre là. Ricordiamo che il Napoli, dopo aver battuto a domicilio la capolista, si è portata ad un punto di distanza da essa, con un calendario più agevole. Tanto che in pochi avrebbero scommesso più un centesimo sul tricolore della Juventus. Insomma, un’occasione più unica che rara per i partenopei. E cosa fanno, questi, anziché serrare le fila e gettare la massima concentrazione sul campionato? Fanno i cori negli spogliatoi, sfottono i bianconeri (vero Insigne?), si sentono campioni prima del tempo. Quando non si è abituati a vincere, succede. Solo che le conseguenze, poi, si pagano amaramente… Ma vabbè, tanto la colpa è degli arbitri… Del resto, la squadra è stata lo specchio di una città che, dopo il successo di Torino, si è messa a sparare fuochi artificiali manco fosse Capodanno. I due emblemi migliori di ciò sono il nonnino sdraiato per terra che esulta come un disperato al goal di Koulibaly e quello scienziato che si è tatuato il risultato di quella serata a memoria imperitura. Che disgrazia… Taciamo, poi, della stampa: i vari Auriemma, Alvino, Chiariello, si commentano da sé. LI RINGRAZIO DI ESISTERE.
  • Qualche dato, visto che si parla sempre di arbitri. Qualora esistesse un complotto atto a favorire la Juventus io credo che non si sarebbe tirata la corsa sino alla fine, no? Poi, senza voler citare i singoli episodi in cui la Juventus non è stata certo fortunata con arbitri e Var, mi limito a menzionare qualche statistica: la Juventus ha avuto 7 rigori a favore, il Napoli 8, rimanendo alle due contendenti. Rigori contro? La Juve se ne è vista fischiare 4, il Napoli 2. Andiamo ai cartellini: la Juve, a fronte di 419 falli fischiati contro, si è vista sventolare 64 gialli ed 1 rosso; il Napoli, appena 346 falli fischiati, 56 cartellini gialli e 3 rossi. Insomma, questi grandi squilibri pro Juve non li vedo, anzi…
  • Una delle cose più demenziali che vengono tirate in ballo per cercare di gettare fango sullo scudetto della Juventus è parlare di scansopoli o cazzate varie. Nulla di più stupido. Prendiamo l’Atalanta, da sempre considerata feudo bianconero. Bene, con gli orobici la Juventus ci ha pareggiato, nel girone di andata: un po’ strano, considerato che sarebbero 6, seguendo talune teorie, i punti assicurati contro di loro. Poi, mi chiedo: come mai se la Juventus batte il Sassuolo 7-0 si grida allo scandalo, se invece il Napoli ne fa 6 al Benevento sono solo lodi e applausi? Inoltre, perché se l’Atalanta fa turnover contro la Juve è uno scandalo, se invece Oddo dichiara che la sua Udinese contro il Napoli sarà imbottita di riserve perché tanto perderebbe comunque e non gliene frega niente degli altri non si aprono casi e casini di ogni genere?
  • Questione orari partite? Mamma mia, che tristezza. Sarri è colui il quale si è lamentato sempre e comunque, sia che si giocasse prima, sia che si giocasse dopo. Vogliamo soprassedere sul fatto che gli orari delle partite sono spesso vincolati ad esigenze televisive e, soprattutto, agli impegni europei delle varie squadre? Certo, se qualcuno è uscito anzitempo dalla Champions League ed è stato anche retrocesso in Europa League, la colpa non credo sia degli altri, del potere, del palazzo. Ma lasciamo da parte questo e andiamo a vedere una situazione, relativa proprio alle “ultime 16 giornate”, di cui ha parlato ieri Sarri. 30^ giornata: il Napoli gioca in casa del Sassuolo, prima della Juventus, e pareggia 1-1. La Juve batte poi il Milan 3-1 in casa. Basta così.
  • Ultimo dato, comunque non meno importante. Ad una giornata dal termine, il grande Napoli a base di calcio champagne di Sarri ha prodotto 75 goal segnati. La Juve dello scarso ed incapace Allegri, invece, di reti ne ha fatte 84. Goal subiti? 23 la Juve, 28 il Napoli.

Insomma, tutto questo per dire che possiamo romanzare quanto vogliamo, possiamo mistificare la realtà, produrre stronzate di ogni tipo. La realtà è una sola: la Juventus di Allegri ha vinto meritatamente lo scudetto. IL SETTIMO CONSECUTIVO. IL NUMERO 36 DELLA SUA STORIA. Applauditela, dannatevi l’anima, fate un po’ quel che volete. Ma tant’è, CAMPIONI D’ITALIA.

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