Disastro Supercoppa italiana: top e flop della Juventus

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Foto: Zimbio.Com

Supercoppa italiana amara per la Juventus che perde la seconda finale consecutiva del trofeo. Ecco top e flop della disastrosa sconfitta contro la Lazio

Un’altra stagione che parte malissimo, come Doha lo scorso anno anche Roma non è stata propizia alla conquista della Supercoppa italiana. La Juventus ha ceduto malamente e senza lottare ad una Lazio che ha avuto grinta da vendere e voglia di vincere, mostrando tutti i suoi limiti di preparazione e un’indecisione che, alle prime battute di ogni inizio stagione, Massimiliano Allegri non riesce a celare.

Ritardo clamoroso di condizione, affanno generale, confusione totale: quasi tutti gli undici messi in campo da titolari (nessun nuovo acquisto nella formazione iniziale) sono apparsi inadeguati e poco preparati fisicamente. Non solo, preoccupa anche la confusione tattica nell’impostazione del gioco senza Bonucci e con un Pjanic che non deve assolutamente fare il regista. Anche Marchisio in panchina diventa inspiegabile, soprattutto perché non è comparso nemmeno tra i subentrati a gara in conrso: il Principino, visibilmente il più brillante nelle ultime uscite, dovrà attendere ancora.

TOP & FLOP

La Supercoppa italiana ha dato certamente le prime indicazioni, seppur non definitive. Non fasciamoci la testa e analizziamo quello che abbiamo visto fino a questo momento. Ecco top e flop della gara contro la Lazio.

TOPDouglas Costa e Paulo Dybala. Il brasiliano è sembrato volenteroso e pronto a fare la differenza: il suo ingresso ha dato quello che mancava, accendendo meccanismi d’attacco importanti. L’argentino invece è andato a sprazzi, colpa della poca brillantezza generale della squadra. Per inserirlo tra i top basta la magistrale punizione, qualche controllo dei suoi e la sua consueta dose di talento e genialità, anche se servita a poco, nonostante la doppietta.

Foto: Zimbio.Com

FLOPJuan Cuadrado e Massimiliano Allegri. La scelta qui è stata veramente ardua. Il colombiano è apparso non ricordare più le basi: oltre ai gravi errori tecnici che hanno favorito quasi il 100% delle ripartenze avversarie, Juan è apparso spaurito, quasi fosse stato catapultato in una realtà diversa dalla propria. Incomprensibile. Tirata d’orecchie anche per il mister che si ostina a far giocare un 37enne come terzino invece che inserire i nuovi acquisti (e c’era a disposizione anche Lichtsteiner). Ce n’è stato motivo in passato, è vero, ma stavolta non c’è una motivazione coerente. Qualche altra decisione discutibile, senza voler fare gli allenatori del caso visto che la stima e la fiducia nei confronti di MrA rimangono comunque immutate: Marchisio poteva forse giocare nel secondo tempo; De Sciglio ha bisogno di più tempo per sentirsi sicuro e usare al meglio le sue importanti doti tecniche (ma c’è anche dell’altro che va assolutamente messo a posto); Douglas Costa deve giocare a prescindere.

E serve un centrocampista, ma questo è un appello alla dirigenza.

Hurry up.

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